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Dall’inizio del mio percorso di studi ho sempre avuto un debole per i bambini e in particolare per i neonati; essere piccolissimi e al tempo stesso tenerissimi, che hanno come unico modo per comunicare “il pianto”

Mi metto nei panni di quei genitori che nelle prime settimane di vita del loro bambino, si trovano alle prese con crisi di pianto inconsolabili a causa di disturbi frequenti nei bambini come coliche, rigurgiti frequenti, alterazione della suzione o torcicollo miogeno, che mette a dura prova la loro serenità. 

Proprio su queste disfunzioni l’osteopata può fare molto per rasserenare sicuramente il piccolo, ma anche i genitori che potranno ritornare a riposare in maniera più tranquilla.

È importante evidenziare come nei nove lunghi mesi in cui il feto si sviluppa all’interno dell’utero è sottoposto costantemente alle tensioni fisiologiche provocate dai ritmi della vita quotidiana nella madre. 

Proprio all’interno dell’utero il bebè cerca di adattarsi a queste continue pressioni interne posizionandosi in maniera tale da non sentirne gli effetti. 

Ma se è vero che il feto trova una sua posizione di confort è anche vero che se mantenuta troppo a lungo questa posizione può creare delle pressioni craniche tali da modellare il suo cranio.

Ecco spiegato perché a volte il bambino alla nascita  mostra qualche asimmetria cranica che determina un’alterazione di tutto quello che passa all’interno del cranio, come vasi sanguigni e nervi.

Quindi ricordate che i continui  movimenti del feto all’interno della pancia indicano vitalità e di positività e che quando un neonato piange è perché ha qualcosa da comunicare.

Coliche e rigurgiti frequenti

Questo disturbo, molto frequente, è attribuibile all’irritazione del decimo nervo cranico, il Vago, nervo pari e simmetrico che dalla porzione cranica tra l’osso occipitale e quello temporale, scende verso l’apparato digerente, andandolo ad innervare. Se questa compressione cranica è molto evidente, il bambino spesso si lamenterà per i classici dolori da “colichetta”, oppure potrebbe rigurgitare frequentemente anche lontano dai pasti. 

Questo perché il nervo è irritato e quindi l’intervento sarà quello di andare a liberare la sutura occipitomastoidea che è quella che si interpone tra Occipite e Temporale; una volta che il nervo ritorna a prendere respiro i disturbi si ridurranno drasticamente fino a scomparire del tutto.

Alterazione della suzione e difficoltà di deglutizione

Uno dei motivi che porta il neonato ad avere un’alterata suzione è sicuramente il coinvolgimento del dodicesimo nervo cranico, l’Ipoglosso, che controlla i movimenti della lingua.

È un nervo pari e simmetrico che deve assolutamente lavorare in armonia e simmetria; se così non fosse, la lingua del bebè lavorerebbe in maniera asincrona alterando la poppata e il bambino non riuscirebbe ad ingerire la giusta quantità di latte necessaria per sentirsi sazio.

Qualora il nervo irritato fosse il nono, nervo Glossofaringeo, il bambino potrebbe avere delle difficoltà di deglutizione e quindi affogarsi spesso durante le poppate. Questo nervo che passa nel foro lacero posteriore (sito di passaggio anche del nervo Vago, del nervo Accessorio, e della vena giugulare) può risentire delle forti tensioni craniche di quella sutura. Basterà, quindi, agire andando a liberarla per risolvere il problema.

Andando a liberare le strutture che possono portare sofferenza al nervo, la lingua si muoverà in maniera simmetrica, il bambino comincerà a poppare meglio e sarà sazio, non si sveglierà presto e dormirà per qualche ora in più con immensa gioia dei genitori.

Torcicollo

Frequentemente capita di vedere dei neonati con la testa inclinata da un lato e ruotata dal lato opposto. Molto volte questa posizione viene sottovalutata e si pensa possa essere un atteggiamento che il bambino adotta per comodità. In realtà questa è una problematica da attribuire all’irritazione del nervo Accessorio, undicesimo nervo cranico, che passa all’interno del foro giugulare tra due ossa molto importanti della testa come l’Occipite ed il Temporale.

Una compressione fra le due ossa può portare ad un’irritazione del nervo che determina uno spasmo muscolare dei due muscoli che innerva, ovvero il muscoli Trapezio e Sternocleidomastoideo.

Governando questi muscoli ed essendo sempre irritato, il segnale che viene mandato al cervello è sempre di una contrazione perenne che mantiene tesi e contratti tali muscoli  rendendo la testa ruotata da un lato ed inclinata dall’altro.

Agendo sulle ossa del cranio (temporale ed occipite) e sul decorso del nervo, quest’ultimo si potrebbe liberarepermettendo al neonato di ritornare ad una posizione cranica di neutralità.

Come può essere d’aiuto l’osteopata

L’osteopata ha la capacità di agire sulle disfunzioni craniche procurate dalle compressioni intrauterine o da quelle del parto naturale, promuovendo la simmetria cranica del bambino così da rimuovere le tensioni che portano all’irritazione del nervo e portare tranquillità sia al neonato che ai genitori.