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“Alzi la mano chi non ha mai sofferto di mal di testa”. 

Ebbene si, penso che tutti almeno una volta nella vita abbiano avuto a che fare con il classico mal di testa. Questo è un disturbo molto diffuso sul territorio nazionale, tant’è che circa 6 milioni di italiani ci soffrono ogni anno.

Non può essere sottovalutata, inoltre, l’incidenza sulla spesa sanitaria questo disturbo: pensate che un soggetto che soffre abitualmente di emicrania per contrastarla spende all’anno circa 800 euro di cui la metà circa in farmaci.

Se è vero che alcuni farmaci ci salvano la vita, è anche vero che il loro abuso e l’utilizzo scriteriato è molto pericoloso ed è all’origine di problemi organici molto spesso sottovalutati.

Ma andiamo con ordine.

Quando si parla di mal di testa, bisogna distingurere fra:

– cefalea a grappolo: questa si manifesta con dolori molto intensi soprattutto in zone temporali e peri orbitarie. Questi attacchi si ripetono in maniera ciclica e avvolgono quasi tutta la faccia, con una durata che può variare in giorni, settimane o addirittura mesi, per poi diventare silenti per anche lunghe settimane. Il dolore è provocato dall’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni che generano un aumento della pressione interna sulle terminazioni del nervo trigemino, il quale irritandosi scatena la sintomatologia dolorosa.

 emicrania: questa si presenta in forma unilaterale ed è spesso accompagnata da sintomi ben specifici come visione di punti neri, aumento della sensibilità alla luce ed ai rumori, luce simile ad un flash e nelle peggiori dei casi anche nausea e vomito.

– cefalea muscolo-tensiva: questa esordisce tipicamente dalla base del collo per poi protrarsi lungo tutta la porzione superiore della testa, a volte coinvolgendo anche l’occhio. La sensazione che il paziente molto spesso riferisce è quella che ci sia una fascia che stringa la testa.

Come si può intervenire?

Non si può considerare un mal di testa uguale ad un altro, ecco perché il trattamento sarà sempre personalizzato al paziente, ai suoi sintomi ed alla sua storia clinica.

Molto spesso il problema principale è il tratto cervicale che in disfunzione, porta ad alterazioni biomeccaniche con il coinvolgimento di ossa, legamenti e muscoli,  alterando la corretta simmetria corporea e dunque scatenando la sintomatologia.

Altro aspetto da non sottovalutare è il mal di testa abbinato a turbe digestive come difficoltà a digerire alcuni pasti, sonnolenza post prandiale, pirosi (bruciore retrosternale), tutti sintomi di sofferenze digestive. Effettuando un lavoro di riequilibrio su questi organi, la sintomatologia potrebbe addirittura sparire.

Un capitolo molto simile che riguarda le donne è il mal di testa abbinato al ciclo mestruale. Anche qui, effettuando un trattamento su utero, ovaie e tube uterine, si assiste ad un miglioramento della sintomatologia.

Per finire, bisogna sempre valutare se sono presenti disordini mandibolari, verificando se ci sia o meno una corretta occlusione, click mandibolari o crepitii che dimostrano una sofferenza. In questo caso bisognerà intraprendere un lavoro in team con lo gnatologo/dentista per cercare di eliminare la causa del problema.