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Mi è capitato, devo dire anche con una certa frequenza, di avere a che fare con pazienti che alla domanda “qual è il motivo di consulto”, mi rispondessero: “soffro di colon irritabile”. 

In realtà, è bene precisare che il colon fa parte dell’intestino e che, essendo considerato un tutt’uno,  sarebbe più indicato parlare di intestino irritabile piuttosto che di colon.

Questa sindrome è un disturbo che influisce negativamente sulla qualità di vita di un paziente, che tra i vari sintomi presenta fastidio o dolore addominale, gonfiore, stitichezza, flatulenza.

L’apparato digerente, come sappiamo, ha inizio dalla bocca e termina al livello del retto; ma quando parliamo di intestino irritabile ci riferiamo soprattutto a tutto ciò che viene dopo lo stomaco e quindi in ordine duodeno, intestino tenue, intestino crasso.

L’intestino crasso anatomicamente viene suddiviso in sei tratti che vengono rispettivamente chiamati: cieco, colon ascendente, colon trasverso e colon discendente, sigma e retto.

Quando questi organi sono in sovraccarico, o hanno un rallentamento funzionale, si può assistere all’insorgenza di sintomi ad esso correlati e che molto spesso sono sconosciuti.

Ecco qualche esempio:

– mal di schiena localizzato nella porzione lombare

– pesantezza dopo i pasti

– dolore addominale

– diarrea e/o stitichezza

– gonfiore

– flatulenza

– sensazione di svuotamento incompleto durante l’alvo.

Se a prima vista per tutti questi sintomi ci potrebbe essere una correlazione, è necessario comprendere che un intestino irritabile può provocare mal di schiena o comunque disturbi scheletrici del rachide e dei distretti vicini. L’intestino, infatti, ha importanti relazioni sia anatomiche che innervative con la colonna vertebrale, soprattutto con quella lombare. Questo spiega il motivo per il quale un paziente che soffre di dolori addominali, stitichezza o gonfiore abbia anche correlato un principio di mal di schiena.

Cosa può fare l’osteopata?

È chiaro che il trattamento osteopatico varia da persona a persona, come un sarto che ricama un abito da sposa. 

L’osteopata, conosciuta tutta la vostra storia clinica attraverso un’attenta anamnesi iniziale, analizzerà i vostri sintomi e li metterà in relazione con quelle che saranno le strutture che troverà in disfunzione permettendogli di individuare la soluzione più appropriata per alleggerire questi disturbi e di migliorare la vostra sintomatologia.

Contestualmente, soprattutto con pazienti che soffrono di intestino irritabile, l’osteopata si confronta di continuo con i medici specialistici con i quali collabora al fine di prolungare nel tempo gli adattamenti offerti al paziente aiutandolo, pertanto, a migliorare la sua qualità di vita più a lungo possibile.