Cervicalgia

Il classico dolore cervicale è una delle sintomatologie dolorose più frequenti che colpisce la popolazione. Alla base di questo disturbo spesso c’è un’alterazione anatomica funzionale del rachide cervicale, dettato da posture scorrette. 

Al giorno d’oggi l’utilizzo sempre più scriteriato di computer, tablet e smartphone, sono cause di una postura scorretta che compromette la nostra salute, andando a sovraccaricare ossa, legamenti e muscoli, che una volta infiammati, scatenano la sintomatologia riflessa.

Abbinato al dolore cervicale, nei casi più gravi, si assiste anche all’interessamento degli arti superiori con intorpidimento, formicolio e, dulcis in fundo, perdita di sensibilità e di forza.

Questo avviene perché proprio dalle vertebre cervicali fuoriescono le radici nervose che innervano gli arti superiori fino alle dita delle mani; ecco spiegata la connessione tra queste strutture.

Quali sono i fattori che determinano la cervicalgia?

Posture scorrette: come abbiamo appena detto, posture scorretta determinano una serie di adattamenti che, nel tempo, possono alterare la biomeccanica delle vertebre, lasciando terreno fertile a patologie che riguardano i processi degenerativi.

Ernia cervicale: la fuoriuscita del disco vertebrale può andare a comprimere la radice nervosa scatenando la sintomatologia.

Traumi diretti: incidenti domestici, incidenti stradali, colpo di frusta, sono solo alcuni esempi che possono implicare un interessamento del rachide cervicale compromettendone l’anatomia e innescando la sintomatologia infiammatoria.

Turbe digestive: dalla terza alla quinta vertebra cervicale fuoriesce il Frenico, un nervo  molto importante perché agisce non solo sul diaframma ma anche sugli organi coinvolti nella digestione come fegato e stomaco.

Un sovraccarico funzionale di queste strutture può irritare il nervo, che per via retrograda andrà a scaricare l’impulso nervoso alla zona di emergenza, dunque in quella cervicale. Pesantezza dopo i pasti, sonnolenza post prandiale, ernia iatale, bocca amara, pirosi e stipsi sono solo alcuni sintomi di sovraccarico dell’apparato digestivo.

Come può aiutare l’osteopata?

Molto spesso mi capitano pazienti che si presentano in studio dopo aver provato con scarso risultato tantissimi percorsi terapeutici.Questo dimostra come non esistono dei modelli standardizzati di terapie in quanto ogni persona è diversa da un’altra. 

Lombalgia e Sciatalgia

La lombosciatalgia, più comunemente conosciuta come “sciatica” è l’infiammazione del nervo sciatico che origina da fibre provenienti dalla quinta vertebra lombare e dalla prima vertebra sacrale.

Questo nervo è uno dei più voluminosi nel nostro organismo, andando ad innervare la zona posteriore degli arti inferiori, dal gluteo fino alla pianta del piede. Proprio per la sua grandezza e soprattutto lunghezza, questo nervo può subire degli intrappolamenti muscolari lungo tutto il suo decorso.

Come si riconosce una sciatalgia dal classico mal di schiena?

Il classico mal di schiena è un dolore localizzato nella parte terminale della schiena che però non continua e non si irradia lungo l’arto inferiore; cosa che invece succede nella Sciatalgia dove al dolore si abbina anche un intorpidimento, formicolio, perdita di sensibilità e, nei casi più gravi, anche a perdita di forza nell’arto inferiore.

Quali sono le cause scatenanti la sciatalgia?

Ernia del disco: in questo caso si assiste ad una compressione della radice nervosa del nervo.

Artrosi: patologia degenerativa che può irritare la radice nervosa scatenando la sintomatologia da compressione.

Compressione muscolare: in questo caso sarà il muscolo ad irritare la radice nervosa. Il muscolo maggiormente implicato è sicuramente il piriforme che, se in sovraccarico, può andare a ridurre lo spazio di passaggio del nervo stesso, scatenando la sintomatologia.

Stenosi del canale o stenosi lombare: situazione in cui si assiste al restringimento del canale lungo il quale decorre il midollo spinale. Alcuni processi degenerativi come ad esempio la spondilolistesi, possono causare tale patologia.

Intestino irritabile: condizione di malessere generale dell’apparato digerente che porta ad un sovraccarico organico soprattutto del colon. Questo può ridurre lo spazio di passaggio del nervo andando a comprimerlo, scatenando la sintomatologia infiammatoria.

Come interviene l’osteopata?

Proprio per le svariate cause che possono irritare la radice nervosa del nervo sciatico, il trattamento sarà variabile da persona a persona. Ogni paziente ha la sua storia clinica, e dunque sarà compito dell’osteopata andare a ricercare la causa primaria che determina il disturbo.

Osteopatia

Cosa è l’osteopatia ?

Sono moltissime le definizioni che spesso sono associate al termine osteopatia.

In linea di massima questa viene definita come un approccio manuale al paziente che, dopo tutta una serie di attente valutazioni e diagnosi, può essere applicato per ristabilire l’equilibrio corporeo e donare benessere al proprio corpo.

Può essere applicata ad una vasta varietà di condizioni cliniche, dalle più banali condizioni di sofferenza e sovraccarico dell’apparato locomotore( per esempio mal di schiena, torcicollo),  alle più complesse situazioni che riguardano tutto il complesso viscerale( per esempio disturbi gastrointestinali, urinali, ginecologici)  e craniale ( per esempio nausea e  vertigini).

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Come agisce l’osteopata?

Il nostro corpo deve essere considerato come un insieme di strutture che funzionano e collaborano in simbiosi per mantenere in omeostasi (equilibrio) tutte le nostre funzioni. Ecco perché quando si affronta  una visita osteopatica, l’operatore nella prima parte che riguarda l’anamnesi del paziente, si informa sempre sulla storia del soggetto, indagando su qualsiasi evento traumatico della proprio vita, anche se ipoteticamente questo sembra non essere collegato al motivo del consulto.

osteopatia

In poche parole, molto spesso un semplice mal di schiena può essere causato da un evento traumatico diretto alla colonna vertebrale, ma può spesso succedere che un mal di schiena possa derivare da un problema ginecologico, da un parto cesareo passato, da problemi gastrointestinali, ecc.

Dopo questa prima fase in cui l’osteopata immagazzina tutte queste informazioni che riguardano la storia del paziente, si passa alla fase dei test clinici ed osteopatici che permetteranno di capire se il problema è di pertinenza osteopatica e quindi l’osteopata può dare benessere e far sentire meglio il paziente, oppure il problema riguarda altre sfere della medicina come l’ortopedia, la fisiatria o la fisioterapia, ed è quindi consigliabile una via alternativa.

Ipotizzando che il problema sia di pertinenza osteopatica, l’obiettivo dell’osteopata sarà quello di svolgere dei test globali su tutto il corpo per andare a valutare quale zone è maggiormente in sofferenza; trovata questa poi si passerà a dei test specifici, mirati alla zona trovata in disfunzione per capire quale sia il problema.

Tutto questo è di fondamentale importanza perché permetterà all’osteopata di elaborare un trattamento adeguato al paziente, al fine di ristabilire il giusto equilibrio anatomico e fisiologico della strutture in sofferenza, cosi da donare benessere al paziente.

È importante sottolineare come non ci sia un “trattamento tipo” da utilizzare per ogni paziente. Ogni paziente ha la propria storia anamnestica, ogni paziente avrà il proprio problema che può essere collegato a cause simili e non di altri pazienti. In poche parole, se un paziente si presenta con il mal di schiena, non è detto che la causa che abbia scatenato questo sintomo sia la stessa che abbia causato il mal di schiena ad un altro paziente.

Le tecniche che vengono utilizzate, sono tecniche manuali sia strutturali che funzionali su tutte le strutture del sistema locomotore( ossa,legamenti, muscoli, tendini, fasce), viscerale e cranio sacrale.

Quali sono i benefici?

Chi si sottopone ad una trattamento osteopatico, si sottopone ad un vero e proprio reset corporeo. Infatti, spesso capita che per i primi due giorni successivi al trattamento, si avvertono delle strane sensazioni corporee, proprio perché tutto il corpo immagazzina tutte le informazioni ricevute durante il trattamento, dopodiché dal secondo giorno in poi elabora queste informazioni e si adatta a questi nuovi stimoli. Ecco perché il trattamento osteopatico è indicato una volta a settimana, perché nell’arco di sette giorni si ha il tempo di immagazzinare tutte le informazioni date durante il trattamento, e nei restanti cinque giorni il corpo si adatterà di conseguenza sentendosi già più leggero e rilassato.

Conclusioni

L’osteopatia e di riflesso il trattamento osteopatico, assume un ruolo fondamentale nella ricerca del benessere psicofisico del soggetto, andando ad eliminare qualunque tipo i disturbo presente anche da tempo, riducendo o addirittura eliminando il sintomo, combattendo però la causa. Il suo contributo si dimostra efficace non solo nella cura di molte patologie, ma anche nella prevenzione e nel mantenimento dello stato di salute